Cetara Contadini Pescatori

Le origini di questo borgo marinaro risalgono forse all'Alto Medioevo. L'insediamento marinaro dovette, tuttavia, costituirsi nella seconda metà del IX secolo, quando si stabilì in quella località una colonia di Saraceni. Nel 1030 i cetaresi pagavano lo ius piscariae all'arcivescovo di Amalfi. Per tutta la durata delle Repubbliche Marinare, i pescatori cetaresi furono considerati i migliori di tutta la costa, proprio per il loro mare pescoso: dentici, cernie, murene, palamidi, sgombri, ma soprattutto tonni.

Il porto

Il porto di Cetara ospita oggi una delle flotte più grandi del Mar Mediterraneo per la pesca del tonno rosso, oltre ad essere rinomata in tutto il mondo per la pesca delle alici. Una componente economica a dir poco rilevante per un borgo così minuto, così piccolo.

La Torre Vicereale

La Torre Vicereale, nata naturalmente per gli avvistamenti, oggi è l’unica Torre della Costiera Amalfitana ad esistere come «sentinella della cultura». Allo stesso tempo, l'aspra orografia della costa costringe gli antichi cetaresi alla realizzazione di terrazzamenti sostenuti da muri a secco, denominati ancora oggi macerine. In tali terrazze a gradoni erano impiantati frutteti, vigneti, limoneti. I contadini, molto spesso, erano gli stessi pescatori, che dalla montagna passavano direttamente al mare. La montagna così ampia e così selvaggia anzi, è quella da cui inizia il lavoro, la manodopera, le braccia, comprese quelle delle «formichelle», le portatrici di limoni.

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